LiberArci dalle spine


Progetto sulla legalità democratica e antimafia sociale, promosso da Arci e cooperativa sociale "Lavoro e Non solo", in collaborazione con Cgil, Spi, Flai, Unicoop Tirreno, Rete Studenti Medi e Unione degli Universitari.

 Iniziato nel 2005, il progetto prevede la promozione di attività sull’educazione alla legalità democratica e antimafia sociale in ambito extrascolastico, con la realizzazione di campi di lavoro, di conoscenza, di partecipazione, di formazione e di cittadinanza attiva, nonchè laboratori e iniziative per giovani ragazzi e ragazze da giugno ad ottobre in Sicilia, in particolare a Corleone, in collaborazione con la cooperativa sociale “Lavoro e non solo” (soggetto ospitante), assegnataria di beni e terreni confiscati a Corleone, Monreale e Canicattì.

Il progetto rappresenta il naturale percorso che inizia, oramai da anni, nel periodo scolastico con la promozione di percorsi di partecipazione e di consapevolezza sui temi dell’antimafia sociale e che trovano concretezza in una esperienza attiva di volontariato sociale e impegno civile. I campi e i laboratori sono l'esempio che, anche in quei luoghi dove la mafia è nata e fonda le sue radici, è possibile ricostruire una realtà sociale ed economica fondata sulla legalità e sul rispetto della persona. Il protagonismo dei volontari e delle volontarie ha contribuito, negli anni, a rafforzare il quotidiano impegno dei soci della cooperative sociali, non soltanto nell’attività nei terreni confiscati, ma soprattutto nella loro attività di animazione territoriale, fondamentale per il potenziamento delle relazioni e della rete sul territorio. Oltre al valore politico, etico, culturale, sociale e formativo dell’iniziativa, è fondamentale anche l’aspetto aggregativo; infatti l’occasione offerta da questa esperienza da l’opportunità a centinaia di ragazze e di ragazzi di incontrarsi e confrontarsi su temi che sviluppano coscienza e consapevolezza, elementi fondamentali della cittadinanza attiva e dell’educazione civica.

Inoltre la presenza attiva di pensionati ed adulti agevola lo scambio generazionale, che rappresenta un ulteriore elemento di esperienza collettiva e condivisa. L’esperienza dei campi di lavoro nei terreni confiscati alle mafie da quindi la possibilità di partecipare attivamente alla vita delle cooperative sociali e delle associazioni assegnatarie, vivendo all’interno di alcuni beni confiscati che hanno ripreso vita e sono diventati punti di aggregazione, incontro ed impegno. Sperimentando questa esperienza, i giovani hanno la possibilità di conoscere i soci, i volontari, le organizzazioni, le istituzioni e tutti quei soggetti che hanno scelto con coraggio e umiltà di intraprendere la strada della lotta alle mafie nella quotidianità, in territori complessi, che storicamente hanno visto la nascita delle mafie.

Il progetto “LiberArci dalle spine” è inserito nel più ampio percorso “InCampo” promosso da Arci nazionale in vari luoghi d'Italia.

Per seguire il nostro progetto, guarda qui

Corleone, 25-29 agosto 2016

Un workshop di fotografia sociale tenuto a Corleone, organizzato da Arci e dalla Cooperativa “Lavoro e non solo”, per raccontare attraverso la fotografia l’esperienza dei volontari e delle volontarie del campo legalità “LiberArci dalle Spine”. Grazie ai campi della legalità migliaia di giovani, dal 2005, scelgono ogni estate di fare un’esperienza di impegno e di formazione sui terreni e sui beni confiscati alle mafie. L’obiettivo principale dei campi è quello di diffondere una cultura fondata sulla legalità democratica e sulla giustizia sociale, che possa efficacemente contrapporsi alla cultura della violenza, del privilegio e del ricatto.

La Cooperativa Sociale “Lavoro e non solo” nasce dal progetto associativo di Arci Sicilia, e dal febbraio 2000 gestisce beni e coltiva terreni confiscati a Cosa Nostra tra Corleone, Monreale e Canicattì, favorendo l’inclusione sociale di soggetti in condizione di disagio e marginalità. Come il progetto Drago, grazie al quale un gruppo di richiedenti asilo svolge attività nei campi con l’obiettivo di sviluppare tutte le competenze necessarie per seguire l’intero processo di filiera dalla coltura, alla diffusione sul mercato dei prodotti provenienti dalle terre confiscate alla mafia.

Docente: Giulio di Meo

Fotografie di: Laura Alicino, Patrizio Broggi, Elisa Castoro, Cristina Cozzini, Annalisa Durighello, Martina Giordani, Debora Leardini, Andrea Mancuso, Mirko Prosseda, Doralice Renzi, Antonella Speziale.

Assistente: Martina Giordani